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Gli interessi sul mutuo per abitazione principale

Sediva News del 26 settembre 2007

gli interessi sul mutuo per l’ abitazione principale.

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La detraibilità degli interessi sui mutui ipotecari contratti per l’
abitazione principale (che, come sappiamo, è consentita nella misura del
19%, ma per un importo non superiore a € 2.065,83 per i mutui contratti per
la costruzione e a € 3.615,20 per quelli contratti per l’acquisto) è stata
ora ufficialmente ammessa anche nel caso in cui la destinazione all’
acquisto o alla costruzione dell’ abitazione principale delle somme prese a
prestito non si evinca dal contratto ma sia semplicemente contenuta in un
documento separato.

Lo ha definitivamente chiarito, infatti, una recentissima risoluzione
dell’Agenzia delle entrate (la n. 241/E del 7 settembre 2007), che ha in
particolare riconosciuto – anche sulla scorta di alcune pronunce del
passato (di cui abbiamo dato conto a suo tempo anche noi) – che quando la
motivazione del mutuo non sia esplicitata nel contratto stesso (il che,
beninteso, sarebbe sempre preferibile), il nesso di causalità tra il mutuo
e la destinazione dell’immobile a dimora abituale può risultare anche da
apposita documentazione rilasciata dalla banca su richiesta del
contribuente.

Perdipiù, aggiunge la nota dell’Amministrazione finanziaria, qualora la
banca non possa (o non intenda …) attestare l’effettiva destinazione delle
somme prese a mutuo (indifferentemente, ripetiamo, per la costruzione o per
l’acquisto dell’ abitazione principale), il contribuente può sempre
ricorrere alla ben nota dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà e
quindi “auto-dichiarare” – assumendosi la responsabilità civile e penale
delle dichiarazioni rese, naturalmente – che il mutuo è stato contratto
appunto per l’ abitazione principale.

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Viene stabilita, quindi, come avverte la stessa risoluzione, una sorta di
“gerarchia” della documentazione probatoria relativa alla destinazione del
mutuo, che vede evidentemente al “massimo grado” il contratto di mutuo (la
modalità più sicura e sbrigativa, giova ribadirlo), e quindi, in
subordine, la dichiarazione resa dalla banca su richiesta dell’interessato
e, infine, l’autocertificazione, che però costituisce un’ “ultima
spiaggia”, viste le responsabilità che comporta.

In ogni caso, questo ampliamento dei mezzi di prova offerto dall’Agenzia
delle entrate deve sicuramente essere salutato con favore.

(s.civitareale)

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